YOGA
La leggenda vuole che SIVA insegnasse alla sua sposa, la dea PARVATI, in una caverna vicino alla quale si andavano ad infrangere le onde dell’oceano indiano, la tecnica Hatha-Vidya (scienza), cioè l’occulta tecnica del sistema Hatha Yoga, che comprende le asanas o posture magiche delle quali egli stesso era il creatore, pratiche riservate unicamente alle divinità indiane. Un pesce, affascinato dalla magnetica e musicale voce del dio, si mise ad osservare l’esecuzione dei magici esercizi e subì a causa loro un totale e rivoluzionario mutamento. Così nacque il primo Yogi. Si chiamò Matsyendra che in sanscrito vuol dire “pesce fatto uomo”. Matsyendra trasmise in gran segretezza queste tecniche che a loro volta vennero divulgate da maestro (Guru) a discepolo (Chela) per generazioni e generazioni fino ai giorni nostri.
Ai giorni nostri le tecniche dello Hatha Yoga sono divenute popolari in tutto il mondo, ma riguardo ad esse vi sono molte idee sbagliate. Lo Hatha Yoga è generalmente considerato un insieme di esercizi alla stregua di comuni tecniche ginniche da fitness e interpretate alla luce della fisiologia di quest’ultime. La natura di ogni pratica Yoga è psico-fisiologica e se non si comprende chiaramente questa premessa concettuale l’intera visione delle pratiche verrà deformata. L’anatomia e la fisiologia delle tecniche Yoga costituiscono un argomento di studio che purtroppo non ha mai avuto uno sviluppo adeguato. Yoga significa letteralmente unione. L’intera metodologia fu sviluppata per conseguire lo stato di coscienza più elevato nel quale ogni cosa è immersa nella coscienza assoluta. Un grande Yogi, Patanjali, ha esposto per la prima volta molto tempo fa l’ottuplice sistema dello Yoga per avanzare sul cammino spirituale, lo Hatha Yoga prende in esame le posizioni del corpo (asana) e le tecniche respiratorie Pranayama, per preparare alle pratiche più elevate quali: Dharana, Dhiana e Samadhi. Proprio come un ingegnere dovrebbe conoscere il funzionamento delle macchine che adopera per utilizzarle in modo efficace, ed efficiente e per conservarle in buono stato, così ciascuno di noi, in particolare gli insegnanti di suddetta disciplina dovrebbero possedere una conoscenza di base riguardo alla struttura e alle funzioni del corpo umano. Tale conoscenza può aiutare a comprendere facilmente i meccanismi anatomici e fisiologici propri delle pratiche Yoga. L’anatomia e la fisiologia sono scienze biologiche. L’anatomia è la scienza che studia la struttura di un organismo vivente. Essa studia la forma e la struttura del corpo e i suoi vari organi. La fisiologia è la scienza che studia il funzionamento del corpo. Essa chiarisce le funzioni dei diversi organi e apparati e spiega quali sono i processi che avvengono all’interno del corpo. Entrambe queste scienze sono profondamente interconnesse. La struttura e le funzioni dell’organismo sono inseparabili, di conseguenza lo studio deve essere condotto sempre in modo congiunto per ogni apparato ed organo del corpo umano. Il corpo umano può essere suddiviso in tre parti principali, il capo, il tronco e le estremità. Le braccia costituiscono le estremità superiori, le gambe quelle inferiori. Il tronco a sua volta si differenzia in una parte toracica e una parte addominale, internamente queste due parti sono separati dal diaframma. Il corpo umano è composto da vari apparati, tutti interdipendenti. Il funzionamento complessivo del corpo dipende dall’integrazione fra le funzioni di tutti gli apparati. Ciascun apparato è formato da un certo numero di organi aventi funzioni simili. Tali organi lavorano insieme per quello specifico apparato. Ogni organo è composto da alcuni tessuti specifici; ogni tessuto è un insieme di cellule, con una sostanza intercellulare preordinato a compiere funzioni specifiche.
Il termine asana significa letteralmente posizione. Le posizioni possono essere così classificate:
1. posizioni inattive: solitamente adottate per riposare o dormire. Si ha un rilassamento generale di tutti i muscoli, eccetto quelli la cui attività e necessaria per la respirazione, la circolazione sanguigna, ecc.
2. posizioni attive: in cui è richiesta una certa coordinazione neuro-muscolare ed un certo sforzo per il mantenimento della posizione stessa, mantenimento che può essere volontario o involontario.
3. posizioni statiche: in cui la postura adottata è mantenuta stabile per un certo tempo mediante l’interazione coordinata dei muscoli. Varie articolazioni vengono mantenute ferme e si instaura una condizione di equilibrio contro la gravità e le altre forze. In alcuni casi può anche mancare la consapevolezza della posizione assunta ottenendo quindi un controllo involontario della stessa.
4. posizioni dinamiche: in cui si hanno continue modifiche al fine di soddisfare le necessità del movimento che viene imposto al corpo. I muscoli lavorano opponendosi alla forza di gravità o per mantenere l’equilibrio corporeo. In verità, praticamente tutti i diversi tipi di postura sono compresi nei diversi ananas dello Yoga.
Le pratiche Yoga agiscono in profondità all’interno del corpo e della mente, producendo cambiamenti radicali anche nell’individuo normale in modo da prepararlo a ulteriori progressi sul piano fisico, mentale e spirituale. Le tecniche Yoga devono conseguentemente avere un fondamento scientifico, congiunto al sostegno della tradizione. Tale fondamento scientifico avrà lo scopo di rimuovere ogni genere di confusione o di errata concezione riguardante i risultati e gli obbiettivi delle tecniche Yoga.